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Esso contiene una raccolta di notizie, analisi e riflessioni sul movimento religioso dei Testimoni di Geova.

martedì 10 giugno 2014

Jehovah's Witnesses in Britain investigated by the Charity Commission

Jehovah's Witnesses in Britain investigated by the Charity Commission on account of recent pedophilia cases.

Currently, according to the Agency, there are 1354 individual congregations registered as charities in Britain, in addition to their Head Quarters.

In particular, the Commission states that:

In consequence it is essential that charities engaged with children or vulnerable people (a) have adequate safeguarding policies and procedures which reflect both the law and best practice in this area, (b) ensure that trustees know what their responsibilities are and (c) ensure that these policies are fully implemented.

 - See more at: Charity Commission communication

lunedì 19 maggio 2014

Non collette ma … mezzi più efficaci per raccogliere fondi!


Da sempre, ossia sin dai tempi del loro fondatore Charles Taze Russel, i Testimoni di Geova, allora chiamati Studenti Biblici Internazionali, si sono vantati, accusando indirettamente i metodi praticati nelle chiese, di “non fare collette”.

Quando si comincia a parlare di “collette” in realtà, si sta aprendo il discorso del finanziamento delle denominazioni religiose.

Si potrebbe dire che ogni nuova fede ha un fondatore, presto circondato da seguaci che oltre ad ascoltarlo, inizieranno a diffondere i suoi pensieri, i suoi ideali, la sua visione del mondo e dello scopo della vita.

Molto probabilmente, tra gli insegnamenti del gruppo, si cercherà di dare risalto alla spiritualità e si condannerà il materialismo.

Come succede a qualsiasi idealismo, qualsiasi iniziativa che finisce per coinvolgere centinaia, migliaia o milioni d’individui, sorge anche la necessità di organizzare e finanziare le attività del gruppo. La religione, purtroppo, non sfugge a questo bisogno.

La Chiesa, nei passati secoli ha introdotto vari metodi per raccogliere fondi, tra i quali quello delle indulgenze aspramente criticato poi dai loro detrattori. Le collette, ossia il passare il piattello sotto il naso dei fedeli, “accettando” doni dai presenti” è stato un altro metodo praticato e ancora praticato oggi in molte chiese.

All’inizio, i Testimoni di Geova si sono divertiti a condannare il clero che seguiva questa pratica, ma poi, con il tempo, hanno escogitato anche loro vari metodi, come quello della “vendita” mascherata delle proprie pubblicazioni, con tanto di prezzo stampato sulla pubblicazione, poi sostituito con un “listino prezzi” interno che era applicato al momento della distribuzione delle pubblicazioni nei luoghi di culto ai fedeli che se ne servivano per essere infine sostituito con le cosiddette “contribuzioni per l’opera del Regno” che, se non coprivano il prezzo in precedenza attribuito alle pubblicazioni sul “listino prezzi”, era un dramma da sfruttare per scuotere i fedeli “colpevoli” di non aver “coperto le spese” di stampa con le loro contribuzioni.

Lo stesso è successo con la partecipazione ai congressi organizzati dal gruppo. All’inizio, per “coprire le spese”, i partecipanti alle assemblee annuali erano esortati a contribuire nelle apposite cassette delle contribuzioni sul luogo dell’assemblea. Col tempo, però, invece di affidarsi al buon cuore dei partecipanti, la filiale ha iniziato a chiedere, non ai proclamatori, ma al corpo degli anziani di ciascuna congregazione partecipante a uno o l’altro dei congressi, di versare una somma fissa per proclamatore, secondo il numero di proclamatori di ciascuna congregazione, lasciando il compito di “raccogliere” i fondi ai poveri anziani locali. Stava ormai a loro il compito di stimolare e sensibilizzare i proclamatori in modo che la somma richiesta fosse raccolta e spedita alla filiale.

Ora sembra che il bisogno di risorse economiche sia aumentato; non si sa bene perché se, per esempio, a causa delle ormai poche contribuzioni o, se c’è stato un enorme necessità di denaro come quando si deve rispondere alla legge, indennizzando le vittime della pedofilia, come è avvenuto negli USA e forse anche altrove.

Fino ad ora, e da qualche decennio, ogni Sala del Regno esponeva, non il piattello per le collette, ma un certo numero di “cassette per le contribuzioni”, intitolate, secondo il periodo, “per l’opera del Regno”, “per i missionari”, “per la costruzione di Sale del Regno” e per tanti altri “santi”motivi. Una delle cassette in questione serviva a raccogliere i fondi per le spese LOCALI, ossia quelle causate dall’affitto locale, delle spese per l’illuminazione, il condizionamento, e per motivi puntuali come “la visita del viaggiante”.

Con effetto immediato, pare, secondo la lettera inviata dal Corpo Direttivo datata 12 maggio 2014, tutte le congregazioni potranno trattenere, come in passato, le somme ricevute in questa particolare cassetta delle contribuzioni, quanto necessita loro localmente, ma per coprire le spese di soli due-tre mesi. Gli eccedenti, con una riserva non per congregazione ma per Sala del Regno di 5'000 dollari, devono essere tutti inviati alla filiale locale della WT.

È vero, non ci sono i piattelli per le collette, ma un sofisticato sistema di intimidazione e pressione psicologica e una procedura scritta nero su bianco di come gestire i fondi raccolti e farli affluire sotto il diretto controllo della sede centrale e non più del locale corpo degli anziani che rappresenta i membri della congregazione locale.


Dieci con lode alla faccia del “non si fanno collette”!

sabato 3 maggio 2014

Jehovah's Witnesses and The Chosen Path of Ignorance

Having been myself a Jehovah's Witness for almost 60 years, I can only say that the article titled Jehovah's Witnesses and The Chosen Path of Ignorance by Darrin Hart, author of Leaving Jehovah's Witnesses - Practical Thoughts To Help You Survive and Thrive, is more than excellent, it reflects exactly my own experience, sadly to say so.
Plan to translate it into Italian soon.

lunedì 21 aprile 2014

Pedofilia: Imbarazzante accusa … dei TdG!

Pedofilia: Imbarazzante accusa … dei TdG!

Un forum gestito, apparentemente, da membri del movimento religioso dei Testimoni di Geova, ha pubblicato la seguente notiza:

È solo normale inorridire alla notizia di un ennesimo caso di pedofilia, indipendentemente da chi sia il carnefice.

Quello che si può costatare è che l’Organizzazione dei Testimoni di Geova, come ente legale che trasmette notizie al riguardo tramite materiale stampato e altrimenti, oltre alla normale e legittima reazione di disgusto nel riportarne la notizia, strumentalizza la stessa condannando non solo il responsabile del delitto, ma la dirigenza ecclesiastica nel suo insieme, il Papa in primis, usando la notizia per ostracizzare la fede cattolica.

Purtroppo, l’Organizzazione dei Testimoni di Geova dimentica i propri casi di pedofilia perpetrati dai propri “vescovi” (i cosiddetti “anziani” e “servitori di ministero”) oltre a quelli commessi dai propri semplici membri e dei quali i media hanno dato ampio spazio e per i quali hanno dovuto sborsare milioni di dollari in compensi alle vittime – vedi il caso Candace

Non si tratta qui di valutare chi ne ha commessi di più ma prendere atto che la pedofilia non è la prerogativa di una chiesa, di una setta o di un movimento religioso come lo è quello dei Testimoni di Geova e che, come minimo, se ne accetti la responsabilità, sotto forma di riconoscimento del problema stesso nei propri ranghi invece di coprirne la stessa ignorando completamente di essere altrettanto colpevoli dello stesso reato di coloro che si vuole accusare.

Le vittime di un reato desiderano innanzi tutto una cosa: il riconoscimento del danno subito, che può venire sotto forma di risarcimento pecuniario ma soprattutto quello morale, che si può esprimere con la domanda di perdono da parte del carnefice o chi per esso.

Purtroppo, quando ciò avviene, come nel caso della presa di responsabilità da parte del Papa, i Testimoni di Geova arrivano perfino a denigrare il gesto, sottointendendone l’ipocrisia, come fa il post del forum sopraindicato.

Come si fa ad arrivare a tanto, quando la dirigenza del movimento dei Testimoni di Geova non solo non ne chiede perdono, ma va perfino fino a occultare  i propri casi di pedofilia, facendo come se il problema non esistesse nei propri ranghi. Basta interessarsi del soggetto e fare una ricerca su internet per scoprire come la Watchtower si rende colpevole dell’occultamento dei casi di pedofilia a motivo delle proprie regole che scoraggiano se non proprio impediscono alle vittime di denunciarne i casi che implicano carnefici della propria fede e magari, della dirigenza stessa della propria fede.

Vedi il sito Agnelli Silenziosi